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DOMENICA DELLE PALME  2008

 

questa visione di Croce è preludio di gloria e quindi di pace.

Il dramma della sofferenza porta naturalmente la vita umana, in certi momenti più provata dal dolore, a porsi tanti interrogativi, implorandone la risposta, i quali soltanto nella logica della Croce trovano, comunque, ogni soddisfazione.

La Croce è la risultante delle forze del male che Cristo ha crocifisso in se stesso, in obbedienza al Padre. Cristo entra a Gerusalemme, segno dell'umanità oppressa dal peccato, e ne esce portando con sé e su di sé la Croce, segno e strumento di morte, che diviene nelle sue mani strumento di vita e quindi di redenzione. Dunque, Cristo accoglie volontariamente la Croce per noi: Crucifixusvus pro nobis". Queste piccole parole "pro nobis" rimangono tra le più importanti. E' questo che ha senso per noi: significa che Egli ha preso su di se i nostri peccati. È qui la vera gloria di Dio. Senza questo, Dio rimane dall'altra parte, Lui di là e noi di qua, e non ci sarebbe comunicazione se non ci fosse Cristo crocefisso. E' qui che abbiamo il segno di ciò che l'amore di Dio può inventare. “ Egli prende il nostro posto, muore veramente per tutti, va oltre ogni male e lo vince”. (Hans Urs Von Balthasar)

A questo proposito, le parole di P. Turoldo ci aiutano ad accogliere la Croce come dono di un Padre che non lascia soli i suoi fidi, specialmente i più sofferenti, ma soprattutto, guardando la Croce di Cristo, ci aiutano a capire meglio la nostra. Io non me la prendo assolutamente più con Dio. Ho capito che la risposta di Dio al dolore dell'uomo è di averci dato suo Figlio perché ci sia compagno nel dolore  e nella morte: Lui è venuto a soffrire e a morire come noi. Allora nel dolore tu, se apri gli occhi, trovi il Cristo. E Cristo è come te. E’ lì; appeso alla Croce: anche Lui si lamenta, anche lui grida ma, fedele a Dio, accetta la sua passione e ci rivela, così, la vita e chi è Dio. Dio è colui che all'uomo dice: guarda, io vengo, non ti lascio solo nella sofferenza, nella tua passione... Perché devo prendermela con Dio, quando suo Figlio è venuto perché io non sia più solo nel mio dolore? Questa visione di Croce, prima che di passione, è preludio di gloria e quindi di un mondo di pace, risultato di sintesi tra l'orizzontale e il verticale, l’umano e il divino, terra e cielo, nel vero uomo crocefisso, vero Dio.

I rami d’u1ivo benedetti sono segno di pace inaugurata dalla Croce. Ora a noi spetta saperne accogliere l'eredità e trasmetterla alle generazioni future: "Vogliate assumervi in prima persona la responsabilità della eredità della Croce di Cristo, che siete chiamati a trasmettere alle generazioni future”  (Giovanni Paolo II, in occasione della VII giornata mondiale della gioventù) .

Oggi l'umanità, tormentata dalla caduta di valori veri, presa dal dubbio, vittima del consumismo, della droga e della delinquenza di ogni genere ecc. …,ha bisogno innanzitutto di testimoni credibili che sappiano incarnare la logica della Croce, che diventino essi stessi una palma vivente.

Affidiamo alla Vergine Maria questi pensieri affinché possano trovare accoglienza in ogni persona di buona volontà.

 

 


IL PARROCO
Sac. Carmine DE FRANCO
 

 
   

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