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questa visione di Croce è preludio
di gloria e quindi di pace.
Il dramma della sofferenza porta
naturalmente la vita umana, in certi momenti più provata dal dolore, a
porsi tanti interrogativi, implorandone la risposta, i quali soltanto
nella logica della Croce trovano, comunque, ogni soddisfazione.
La Croce è la risultante delle forze del male che Cristo
ha crocifisso in se stesso, in obbedienza al Padre. Cristo entra a
Gerusalemme, segno dell'umanità oppressa dal peccato, e ne esce portando
con sé e su di sé la Croce, segno e strumento di morte, che diviene
nelle sue mani strumento di vita e quindi di redenzione. Dunque, Cristo
accoglie volontariamente la Croce per noi: Crucifixusvus pro nobis".
Queste piccole parole "pro nobis" rimangono tra le più
importanti. E' questo che ha senso per noi: significa che Egli ha preso
su di se i nostri peccati. È qui la vera gloria di Dio. Senza questo,
Dio rimane dall'altra parte, Lui di là e noi di qua, e non ci sarebbe
comunicazione se non ci fosse Cristo crocefisso. E' qui che abbiamo il
segno di ciò che l'amore di Dio può inventare.
“ Egli prende il nostro posto, muore veramente per tutti, va oltre ogni
male e lo vince”. (Hans Urs Von
Balthasar)
A questo proposito, le parole di P. Turoldo
ci aiutano ad accogliere la Croce come dono di un Padre che non lascia
soli i suoi fidi, specialmente i più sofferenti, ma soprattutto,
guardando la Croce di Cristo, ci aiutano a capire meglio la nostra. Io
non me la prendo assolutamente più con Dio. Ho capito che la risposta di
Dio al dolore dell'uomo è di averci dato suo Figlio perché ci sia
compagno nel dolore e nella morte: Lui è venuto a soffrire e a morire
come noi. Allora nel dolore tu, se apri gli occhi, trovi il Cristo. E
Cristo è come te. E’ lì; appeso alla Croce: anche Lui si lamenta, anche
lui grida ma, fedele a Dio, accetta la sua passione e ci rivela, così,
la vita e chi è Dio. Dio è colui che all'uomo dice: guarda, io vengo,
non ti lascio solo nella sofferenza, nella tua passione... Perché devo
prendermela con Dio, quando suo Figlio è venuto perché io non sia più
solo nel mio dolore? Questa visione di Croce, prima che di passione, è
preludio di gloria e quindi di un mondo di pace, risultato di sintesi
tra l'orizzontale e il verticale, l’umano e il divino, terra e cielo,
nel vero uomo crocefisso, vero Dio.
I rami d’u1ivo benedetti sono segno di pace inaugurata
dalla Croce. Ora a noi spetta saperne accogliere l'eredità e
trasmetterla alle generazioni future: "Vogliate
assumervi in prima persona la responsabilità della eredità della Croce
di Cristo, che siete chiamati a trasmettere alle generazioni future”
(Giovanni Paolo II, in occasione della VII
giornata mondiale della gioventù) .
Oggi l'umanità, tormentata dalla caduta di
valori veri, presa dal dubbio, vittima del consumismo, della droga e
della delinquenza di ogni genere ecc. …,ha bisogno innanzitutto di
testimoni credibili che sappiano incarnare la logica della Croce, che
diventino essi stessi una palma vivente.
Affidiamo alla Vergine Maria questi pensieri
affinché possano trovare accoglienza in ogni persona di buona volontà.
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