|
|
|
|
|
LA CHIESA DEI SACRI CUORI COMMEMORA
GIOVANNI PAOLO II
terzo anniversario |
Nella Parrocchia Sacri Cuori, il 2 aprile 2008 la S Messa vespertina
è stata celebrata nel ricordo del grande Papa che ha accompagnato i
migliori anni della nostra vita con il suo sguardo sorridente, la
sua forza, la sua comunicativa dirompente, la sua voce affascinante,
la sua fede coinvolgente, la sua croce testimoniante, il suo amore
accogliente per i giovani che con tenerezza ha salutato per l’ultima
volta la sera del 2 aprile 2005, quando, spalancando le sue braccia
al Signore, ha lasciato il mondo nello stupore.
Giovanni Paolo II, con la sua figura che si staglia nitida nei
nostri occhi e nel nostro cuore, sembrava non dovesse mai scomparire
e di fatto continua ad essere presente nella vita di ciascuno di noi
che ha almeno un ricordo, un’emozione, una preghiera, un sorriso
legato alla persona di quest’uomo straordinario che ha fatto
dell’intera sua esistenza un continuo colloquio con Dio attraverso
il contatto con l’umanità intera.
Il suo “Spalancate le porte a Cristo”, le sue parole forti contro la
guerra, la mafia, il terrorismo, a favore dei poveri del mondo,
riecheggiano nel silenzio forzato da una tracheotomia negli ultimi
giorni. Proprio nella sua debolezza e fragilità degli ultimi anni,
tanto e forse più che nel vigore e nell’entusiasmo dei primi anni di
pontificato, ha saputo far sì che ogni uomo potesse sentirsi
rappresentato e perciò il desiderio di vederlo subito agli onori
degli altari è quasi naturale, è un’esigenza di gratitudine al
Signore per averci dato la gioia di condividere la sua epoca e di
poterlo incontrare.
Don Carmine De Franco, durante l’omelia, ai numerosissimi fedeli che
hanno raccolto il suo invito a partecipare a questa celebrazione,
con evidente emozione ha raccontato le sue occasioni di incontro col
Santo Padre che indelebili restano nella sua memoria : l’incontro
del suo sguardo penetrante che scuoteva, le sue parole, il momento
bellissimo in cui ha ammirato e benedetto la statuina della Madonna
di Fatima che ora custodiamo nella nostra chiesa per onorare la
Vergine Maria e che ci ricorderà per sempre il nostro amato Papa.
Questo suo ultimo ricordo ci accomuna in tanti, perché in tanti
accompagnammo il nostro Parroco per partecipare a quell’udienza
papale del mercoledì e ricordiamo bene come il S. Padre, dopo la
catechesi nella Sala Paolo VI gremita, si è avvicinato alle statuine
che vari gruppi avevano portato da benedire al Papa. Giovanni Paolo
II, davanti alla nostra, tutta ornata di orchidee, si è soffermato
prima di benedire e ci ha riempito il cuore di gioia perché
sicuramente in quel momento ognuno di noi ha sentito la preghiera
del Papa unirsi alla propria e la certezza della risposta di Maria
stava proprio in quella forte emozione che ci pervase.
Nel concludere la celebrazione, Don Carmine ci ha invitato a
pregare, rivolgendoci al Santo Padre per la sua intercessione,
poiché, come egli tutto ha dato per il Signore, sicuramente tutto
chiederà per noi che ricorriamo al suo aiuto. Don carmine ricorda
ancora: “Lasciate che vada al Padre”, queste – testimonia chi gli fu
vicino – furono le sue ultime parole, a compimento di una vita
totalmente protesa a conoscere e contemplare il volto del Signore,
di colui del quale disse: “Non abbiate paura”, apritegli il cuore.
“Beato colui che viene nel nome del Signore”. Il servo di Dio,
Giovanni Paolo II è venuto nel nome del Signore e lascia in eredità una Chiesa più coraggiosa, più libera, più giovane. Una
Chiesa che, secondo il suo insegnamento ed esempio, guarda con
serenità al passato e non ha paura del futuro.
Dal giorno in cui accorremmo in San Pietro per l’ultimo saluto
terreno, in ognuno di noi brilla la certezza di ritrovarlo con i
nostri cari sotto l’arco dell’aurora.
|
|
M. M. |
|
|
|
|
|
|
|
|
|