Dal mese di maggio al mese di ottobre 1917 la Madre di Dio parlò ai tre
pastorelli, Lucia, Giacinta e Francesco a Cova da Iria in Portogallo. La
Vergine, tramite i tre Pastorelli, ha voluto comunicare all'umanità intera
la sua sollecitudine materna di fronte a tanta sofferenza e pericoli,
indicando al mondo l'unica strada, quella della preghiera, della penitenza e
della conversione: Recitate il rosario tutti i giorni per ottenere la pace
per il mondo e la fine della guerra. Come ai pastorelli, la Vergine Maria,
oggi, rivolge a noi l'invito: Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i
peccatori, perchè molte anime vanno all'inferno, perchè non vi è chi si
sacrifichi e preghi per loro. C'è bisogno, ricorda il Santo Padre, di un
cristianesimo che si distingua innanzi tutto nell'arte della preghiera
sull'esempio della Vergine Maria. Dobbiamo riprendere con fiducia, tra le
mani, la corona del rosario.
La festa della Madonna di Fatima vista è vissuta da Don Carmine
Scaravaglione:
Preparata con cura ed amore, la festa della Madonna di Fatima, è diventata,
da qualche anno, per volontà del Parroco, Don Carmine De Franco, dei suoi
collaboratori e dell’intera comunità parrocchiale, un punto fisso
nell’attività pastorale della Parrocchia.
La bella effige di Maria, acquistata proprio a Fatima, ha preso il suo posto
d’onore nella Chiesa parrocchiale ed è oggetto di devozione durante tutto
l’anno ma, in modo particolare, quando ricorre l’anniversario della prima
apparizione e cioè il 13 maggio di ogni ano.
Anche quest’anno quindi, l’attenzione, la devozione, la preghiera sono state
rivolte alla Vergine apparsa ai tre fanciulli, nel lontano 1917, per
cogliere, ancora una volta il messaggio di Fatima è stato lanciato a tutti
gli uomini; in modo speciale ai cristiani che, in Maria, vedono la Madre di
Gesù che indica la strada per una via di pace, stimolata dall’amore, e che
conduce, dopo questo esilio, ai pascoli eterni del cielo.
Preceduta da un triduo di preparazione che è stato affidato a me, ho cercato
per tre giorni antecedenti al 13 maggio di fissare l’attenzione dei fedeli
sulla figura di Maria.
La catechesi ha toccato il tema della purezza verginale di Maria, della sua
trasparenza spirituale, della sua verginità incontaminata, come desiderio da
suscitare nei cristiani per seguire un esempio tanto alto, in modo che
certamente tali virtù ha messo da parete, nell’illusione di crearsi una
libertà tale, sganciata dai temi etici e immemore della beatitudine di Gesù
che vede nei puri di cuore coloro che vedranno Dio.
La Madonna è stata considerata anche colei che vuole radunare i suoi figli,
come la chioccia che difende i suoi pulcini dall’assalto delle tentazioni
diaboliche, soprattutto dal peccato che costituisce la pietra d’inciampo che
allontana Dio dagli orizzonti della vita.
E infine è stato riproposto il messaggio di Fatima, ove Maria, invitando
alla preghiera ed alla penitenza, ha per quattro volte, su sei apparizioni,
invitato i fanciulli a diffondere la recita del Rosario come mezzo di
salvezza per il popolo cristiano e per l’intera umanità.
E’ molto importante che il Rosario, nella mente dei fedeli, uomini e donne,
venga considerato non come una devozione di una pietà tutta chiusa in se
stessa, ma come una preghiera dall’alto spessore spirituale, come un inno di
amore a Maria alla quale ci si rivolge per cinquanta volte con il saluto
dell’Angelo, a significare che quelle parole- pronunciate una sola volta dal
Messaggero di Dio-continuano a riecheggiare sul mondo, come messaggio di
speranza, tra le tempeste in cui la vita, ogni giorno, ci avvolge.
La contemplazione dei venti misteri è l’affresco della vita di Gesù e di
Maria cui noi ci sforziamo do aderire, sotto l’influsso dello Spirito Santo.
La festa si è conclusa con una ordinata processione cui hanno preso parte
centinaia di fedeli, attraverso le strade della Parrocchia rese festose
dalla varietà cromatica delle coperte più belle, stese sui balconi e dalla
luce di tante candele accese, segno della fede che, nell’oscurità, diventa
più visibile e luminosa.
Il tempo in cui viviamo non è certo il più adatto alla crescita della fede
nel cuore di tanti fratelli ma fino a quando in tante anime permarrà l’amore
a Maria e si sentirà il desiderio d amarla, lodarla e sentirla vicino, vorrà
significare che l’uomo non può dimenticarsi di Dio così come Dio mai potrà
scordarsi delle sue creature. Proprio ad esse, infatti, ha dato come Madre
la Vergine Maria.IL PARROCO
Sac. Carmine DE FRANCO
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