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LA FESTA DELLA MADONNA DI FATIMA
nella Parrocchia dei sacri Cuori in Castrovillari
13 maggio 2006

 

Dal mese di maggio al mese di ottobre 1917 la Madre di Dio parlò ai tre pastorelli, Lucia, Giacinta e Francesco a Cova da Iria in Portogallo. La Vergine, tramite i tre Pastorelli, ha voluto comunicare all'umanità intera la sua sollecitudine materna di fronte a tanta sofferenza e pericoli, indicando al mondo l'unica strada, quella della preghiera, della penitenza e della conversione: Recitate il rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra. Come ai pastorelli, la Vergine Maria, oggi, rivolge a noi l'invito: Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori, perchè molte anime vanno all'inferno, perchè non vi è chi si sacrifichi e preghi per loro. C'è bisogno, ricorda il Santo Padre, di un cristianesimo che si distingua innanzi tutto nell'arte della preghiera sull'esempio della Vergine Maria. Dobbiamo riprendere con fiducia, tra le mani, la corona del rosario.
La festa della Madonna di Fatima vista è vissuta da Don Carmine Scaravaglione:
Preparata con cura ed amore, la festa della Madonna di Fatima, è diventata, da qualche anno, per volontà del Parroco, Don Carmine De Franco, dei suoi collaboratori e dell’intera comunità parrocchiale, un punto fisso nell’attività pastorale della Parrocchia.
La bella effige di Maria, acquistata proprio a Fatima, ha preso il suo posto d’onore nella Chiesa parrocchiale ed è oggetto di devozione durante tutto l’anno ma, in modo particolare, quando ricorre l’anniversario della prima apparizione e cioè il 13 maggio di ogni ano.
Anche quest’anno quindi, l’attenzione, la devozione, la preghiera sono state rivolte alla Vergine apparsa ai tre fanciulli, nel lontano 1917, per cogliere, ancora una volta il messaggio di Fatima è stato lanciato a tutti gli uomini; in modo speciale ai cristiani che, in Maria, vedono la Madre di Gesù che indica la strada per una via di pace, stimolata dall’amore, e che conduce, dopo questo esilio, ai pascoli eterni del cielo.
Preceduta da un triduo di preparazione che è stato affidato a me, ho cercato per tre giorni antecedenti al 13 maggio di fissare l’attenzione dei fedeli sulla figura di Maria.
La catechesi ha toccato il tema della purezza verginale di Maria, della sua trasparenza spirituale, della sua verginità incontaminata, come desiderio da suscitare nei cristiani per seguire un esempio tanto alto, in modo che certamente tali virtù ha messo da parete, nell’illusione di crearsi una libertà tale, sganciata dai temi etici e immemore della beatitudine di Gesù che vede nei puri di cuore coloro che vedranno Dio.
La Madonna è stata considerata anche colei che vuole radunare i suoi figli, come la chioccia che difende i suoi pulcini dall’assalto delle tentazioni diaboliche, soprattutto dal peccato che costituisce la pietra d’inciampo che allontana Dio dagli orizzonti della vita.
E infine è stato riproposto il messaggio di Fatima, ove Maria, invitando alla preghiera ed alla penitenza, ha per quattro volte, su sei apparizioni, invitato i fanciulli a diffondere la recita del Rosario come mezzo di salvezza per il popolo cristiano e per l’intera umanità.
E’ molto importante che il Rosario, nella mente dei fedeli, uomini e donne, venga considerato non come una devozione di una pietà tutta chiusa in se stessa, ma come una preghiera dall’alto spessore spirituale, come un inno di amore a Maria alla quale ci si rivolge per cinquanta volte con il saluto dell’Angelo, a significare che quelle parole- pronunciate una sola volta dal Messaggero di Dio-continuano a riecheggiare sul mondo, come messaggio di speranza, tra le tempeste in cui la vita, ogni giorno, ci avvolge.
La contemplazione dei venti misteri è l’affresco della vita di Gesù e di Maria cui noi ci sforziamo do aderire, sotto l’influsso dello Spirito Santo.
La festa si è conclusa con una ordinata processione cui hanno preso parte centinaia di fedeli, attraverso le strade della Parrocchia rese festose dalla varietà cromatica delle coperte più belle, stese sui balconi e dalla luce di tante candele accese, segno della fede che, nell’oscurità, diventa più visibile e luminosa.
Il tempo in cui viviamo non è certo il più adatto alla crescita della fede nel cuore di tanti fratelli ma fino a quando in tante anime permarrà l’amore a Maria e si sentirà il desiderio d amarla, lodarla e sentirla vicino, vorrà significare che l’uomo non può dimenticarsi di Dio così come Dio mai potrà scordarsi delle sue creature. Proprio ad esse, infatti, ha dato come Madre la Vergine Maria.

IL PARROCO
Sac. Carmine DE FRANCO
 

 

 
   

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® Parrocchia dei Sacri Cuori - Piazza Giovanni XXIII - 87012 Castrovillai (Cs)

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