Dal 6 al
10 di luglio 2003 la parrocchia Sacri Cuori ha organizzato, come ogni anno,
il suo bel pellegrinaggio Mariano. Questa volta ha scelto come meta Medugorje, piccolo paese della Croazia, il cui nome è di origine Slava e
significa “ il luogo tra i monti”, con i villaggi di Bijacovic, Miletina,
Surmanci e Vionica, il territorio forma una parrocchia cattolica nella quale
vivono circa 4.000 abitanti. La parrocchia è dedicata all’Apostolo San
Giacomo protettore dei pellegrini. Il simulacro del Santo si può vedere e
venerare all’interno della nuova chiesa parrocchiale benedetta nel 1969
posto nell’abside, mentre nella navata destra, è posta la bellissima statua
della Madonna della Pace, circondata sempre di rose fresche come in un
giardino. La parrocchia è seguita pastoralmente dai frati francescani
dell’Erzegovina. L’aspetto tecnico del pellegrinaggio è stato affidato a
Carmine Gioia, mentre la parte spirituale è stata curata direttamente dal
parroco Don Carmine De Franco. Il parroco si è distinto, del resto come
sempre, per la delicata e vigile e attenzione verso tutti partecipanti al
pellegrinaggio.
Nel nostro viaggiare, si è tanto pregato, guidati piacevolmente dal parroco
nella celebrazione del Santo Rosario, unito a canti mariani e preghiere
spontanee, come si suole fare nel Rinnovamento nello Spirito per lodare e
ringraziare il Signore Gesù ad alta voce. E con la gioia nel cuore ci siamo
diretti verso Medugorje, piccolo luogo tra i monti, precisamente a Rodbrido
una collina aspra e sassosa, dove il 24 giugno del 1981, la Vergine Maria ha
voluto poggiare i suoi piedi apparendo a sei bambini. Questo evento ha reso
questo luogo unico al mondo, diventa da quel giorno benedetto meta di
pellegrini di ogni parte della terra che vogliono immergersi nella preghiera
e trovare ristoro al riparo della Vergine che invita tutto il mondo,
attraverso i suoi messaggi alla pace e alla conversione. Prima di
imbarcarci, ad Ancona, abbiamo fatto due tappe importanti: Lanciano e
Loreto. Luoghi nuovi da visitare per molti dei partecipanti, che sono
serviti a caricarci spiritualmente ancora di più. Lanciano, con il bel
“Santuario del Miracolo Eucaristico”, dove nel secolo VIII D.C., avvenne il
miracolo Eucaristico: l’ostia che fra le mani del Sacerdote diviene carne e
gronda sangue. Tutto ciò è visibile ancora oggi e si conserva ancora intatta
da oltre 12 secoli. Qui abbiamo sostato e adorato nostro Gesù vivo e
presente in mezzo a noi. Poi ci siamo diretti a Loreto: città della "Santa
Casa" incastonata nel bel santuario, dedicato alla Beata Vergine Maria. Le
pareti della "Santa Casa" di Maria di Nazaret sono in muratura, realizzate
con mattoni di terracotta e pietre listate, molto probabilmente furono
trasportate in Italia via mare dai crociati. Abbiamo pregato stando ai piedi
della Vergine, concludendo con la celebrazione Eucaristica ufficiata da Don
Carmine con molti altri sacerdoti. Il santuario di Loreto è stupendo, un
vero gioiello dell’architettura italiana, mirabilmente impreziosito
nell’arco dei secoli dai bellissimi affreschi, stucchi in oro zecchino,
mosaici, bassorilievi marmorei e sculture, tutte opere realizzate dai più
grandi artisti italiani e di altre nazioni, che riempiono di stupore a chi
ama la cultura e l’arte. Il viaggio prosegue per Ancona, città portuale da
dove c’imbarchiamo per a Spalato. Il giorno seguente di buon mattino, la
città di Spalato si è presentata ad i nostri occhi come un merletto di
palazzi grigi tra il cielo azzurro e il mare turchino.
In autobus, ci siamo inoltrati in territorio slavo per ragiungere Medugorje
attraversando un pezzetto di Bosnia e subito dopo la Croazia. IL paesaggio
che si è presentato ai nostri occhi è stato quello di vedere e percepire la
povertà di questa terra, aspra e sassosa dove i contadini con duro lavoro
hanno ricavato da questo terreno impervio, ricco però di vegetazione,
piccoli fazzoletti di terra delimitati da grandi sassi, per coltivarli a
piccolissimi vigneti o orticelli, da dove ricavano il loro sostentamento.
Traffico zero, le case qua e la, di nuova costruzione vicino a quelle
diroccate, dilaniate dalle bombe della recente guerra. Abbiamo incontrato
durante il viaggio, anche tanta forza dell’ordine italiana, Carabinieri con
cui il parroco ha scambiato qualche parola, e soldati dell’ Esercito
italiano del reparto del Genio Guastatori in missione di pace. Il lavoro più
duro in queste terre è svolto dalle donne. Ho visto anche queste fare il
lavoro di muratore portando a braccia materiale pesantissimo. Arrivo a
Medugorje e sistemazione nella casa pensione, gestita da un intera famiglia.
Anche qui il lavoro più pesante è svolto dalle donne di casa fin dall’alba.
È difficile fare confronti con i nostri alberghi italiani o quelli di
Lourdes o Fatima. Questa gente è molto povera, anche per questo penso che la
Madonna abbia scelto questo luogo per apparire e benedire. Fa tanto caldo,
le strade sono polverose, poche macchine circolano, le case sono sparse qua
e la, con negozietti che vendono oggettistica a ricordo, circondano il
santuario in stile moderno con due campanili sormontati dalla croce e due
grandi orologi, che scoccano puntuali le ore con i rintocchi delle campane
mentre si ode una piacevole melodia di una avemaria. Ed in questa chiesa a
tre navate, semplice senza nessuna decorazione, impreziosita solamente alle
pareti da 14 bassorilievi in marmo che rappresentano le Via Crucis, abbiamo
trascorso la, maggior parte del tempo, pregando e partecipando alle funzioni
religiose, ufficiate sempre dai frati e da sacerdoti di varie nazionalità.
Durante la permanenza in questo luogo santo, santo perché si avverte
qualcosa di mistico, di speciale, di pace interiore, abbiamo avuto la
fortuna di incontrare tre dei sei veggenti. Queste persone, senza dubbio
particolari, per il loro carisma di preghiera, ci hanno fatto riflettere non
poco; soprattutto Vicka che ha le apparizioni della Madonna, quotidiane
ormai da 20 anni. La veggente ci ha ricevuto all'esterno della sua casetta,
abbellita da un grande pergolato che fa da riparo dal sole ai pellegrini che
numerosi si recano da lei per ascoltare dalla sua viva voce i messaggi della
Madonna e la storia dei suoi incontri molto intimi con Lei che si degna di
apparirle.
Marija ha testimoniato per noi all’interno di una grande sala attigua al
santuario. La Vergine appare a Marija tutti i giorni e i suoi messaggi sono
di pace e conversione, digiuno e preghiera.
Ivan, anche lui parla con la Vergine tutti i giorni; questo è stato
l’incontro più suggestivo per noi, per tutti quelli che hanno avuto la forza
di scalare la collina delle apparizioni, Podbrdo, dove la Madonna è apparsa
i primi giorni ai bambini. Abbiamo incontrato Ivan di notte dopo aver
scalato il monte sassoso e pieno di rovi, senza sentieri, aiutati solo dalla
luce di una torcia elettrica e dal chiarore della luna. Arrivati in cima, su
di uno spiazzo non più grande di un aia, con pietre grandi appuntite, la
statua della Vergine della Pace, bianca come la neve è apparsa ai nostri
occhi; in ginocchio c’erano una ventina di persone in preghiera
nell’assoluto silenzio della notte. Improvvisamente il silenzio è stato
rotto dalla voce croata di Ivan che poi è stata tradotta in inglese ed in
italiano, il suo messaggio è stato questo: “La Madonna ha rispettato il suo
appuntamento è stata qui, è raggiante di felicità per tutte le persone che
si trovano qui, le ha benedette ed ha esteso la sua benedizione sulle loro
famiglie, ha invitato tutti i presenti a pregare per i giovani.” Subito dopo
il parroco, Don Carmine, ci ha esortato a pregare ad alta voce e cantare
nella notte limpida che ci aveva regalato l’incontro con Maria. A questo
punto mi permetto di fare una piccola considerazione personale; una cosa è
certa, penso e credo fermamente che la Madonna sia stata fisicamente in
questo angolo di mondo, per tutto ciò che si prova e che ognuno sente in
modo diverso nel proprio cuore. Chi si reca a Medugorje si regala un
emozione diversa che gli serve per credere e crescere di più nella fede. Che
la Vergine si degni ancora oggi di apparire ai veggenti non è fondamentale,
bisogna credere che Lei fa sempre tutto quello che è buono per noi figli, ed
avere la certezza che chi si affida a Lei sa che è quel porto sicuro per
attraccare senza fatica durante il mare in tempesta della nostra esistenza.
I veggenti servono in ogni caso a far pregare tante persone e questo è cosa
buona, è quello che conta soprattutto, perché la preghiera è l’ancora della
nostra salvezza ed è alla base di tutto il nostro credo.
Altro momento indimenticabile è stata la scalata del monte Krizevac sopra
Medugorje, dove i parrocchiani hanno costruito una croce di cemento armato
alta 8 metri e 50, che si staglia nel cielo con imponenza. I pellegrini che
vi si recano, scalano salite ripidissime, rocciose, senza sentieri cercando
di arrampicarsi come meglio si può anche aiutati con bastoni di fortuna tipo
rami di alberi. I gruppi salendo fanno la Via Crucis individualmente,
camminando con devozione di stazione in stazione, segnate da una croce di
legno e da un rilievo di bronzo raffigurante le scene della passione. Anche
noi lo abbiamo fatto guidati da Don Carmine, qualcuno di noi lo ha fatto
anche a piedi nudi sulle pietre aguzze, solo Dio sa cosa ognuno di noi
portava nel proprio cuore e cosa abbiamo affidato al Signore e cosa abbiamo
lasciato al Signore su quel monte inchiodato alla croce, ricordando la
nostra vita e mettendo a nudo la nostra anima. Siamo stati fortunati a poter
realizzare tutte queste esperienze, perché non sempre il tempo è clemente e
a volte succede che molti pellegrini devono tornare a casa senza aver potuto
sperimentare la gioia di questa esperienza. I tre giorni sono volati davvero
come un bel sogno, nel mettere i bagagli nell’autobus, i pellegrini, prima
di salire sul pulman si sono chinati a baciare la terra, in modo delicato,
riservato. E’ la prima volta dopo tanti viaggi mariani che scopro questo;
qualcosa mi dice che Maria è veramente a Medugorje terra benedetta da Dio,
per la conversione di molti compreso noi.
Il ritorno è stato emozionante, frastornati da tutto il vissuto di quei
giorni e il ripeterci di voler ritornare con più tempo a disposizione per
poter rivivere con più intensità quello che ognuno di noi si è portato
dentro. Sicuramente tanta pace in più. Ancona ci ha rivisti sbarcare e
subito dopo, facciamo un’ultima tappa a Loreto dove Don Carmine ha voluto
per tutti noi celebrare la Santa Messa. I frati ci hanno accolto nonostante
l’ora tarda e messo a disposizione il santuario completamente deserto. È
stato un momento meraviglioso avere avuto a disposizione, tutto e solo per
noi, il santuario della Santa Casa di Nazaret. Noi pellegrini di
Castrovillari, al riparo di Maria, tra le mura della sua casetta, un ultimo
saluto alla finestra dalla quale l’ angelo Gabriele ha detto alla Madonna: “
Ave o Maria” e poi l’annunzio: “Concepirai e darai alla luce un figlio che
sarà l’Emmanuele” .
Così anche noi abbiamo salutato e ringraziato la Vergine per averci regalato
di questi momenti, ricchi di emozioni spirituali, di grande serenità e di
pace interiore; tutto ciò credo sia stato un miracolo che ci aiuterà a
portare avanti gli impegni quotidiani.
Rosa Maria Bianco
a ricordo del pellegrinaggio a Medugorje
per il reverendissimo parroco dei Sacri Cuori
Don Carmine De Franco. |