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Ai Dirigenti delle scuole di
Castrovillari |
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Ogni insegnamento è oppio dei popoli
quando, dei popoli massifica, pianifica e non sveglia le coscienze
c.d.f. |
In occasione dell'apertura dell'anno scolastico, auguro buon lavoro a Lei e
al corpo docenti.
Questo gesto è dettato dal desiderio di solidarietà in un periodo difficile
e delicato per il mondo della scuola e per le istituzioni in genere.
Oggi è necessario, se l'obiettivo da raggiungere è comune, condividere
l'azione che s'intende sviluppare operando insieme, altrimenti il fallimento
è certo per tutti.
Nessun operatore socio-culturale, singolo, gruppo, o istituzione di
qualsiasi natura, compresa la Chiesa, può più ridursi ad un'isola.
Anche il più sprovveduto osservatore nota il crollo vertiginoso-progressivo
dei valori che sono alla base di ogni società civile proiettata verso il
futuro: i valori veri sono sostituiti dal relativo, dal provvisorio,
dall'effimero, addirittura dal banale e da una sorta diffusa di
soggettivismo dominante in quasi tutti i settori del sapere, non escluso il
campo etico-morale. Si sente il bisogno di termini di confronto e di
riferimento che esprimano sicurezza, certezze oggettive.
E' sotto gli occhi di tutti come la famiglia, secondo l'accezione del
significato puro, faccia fatica a resistere alla sollecitazione, e persino
all'aggressione, da parte di una certa cultura, che tende a sgretolarla e a
ridurre la vita stessa da valore assoluto a relativo, staccandola dal
trascendente, facendone oggetto di violenza d'ogni tipo, per manipolarla e
persino eliminarla.
In un momento storico così carico di contraddizioni socio-culturali ed
etici, a nessuno sfugge la crisi che sta attraversando anche il campo
scolastico, il quale è anch'esso alla ricerca di una definizione ed
assestamento di programmi, secondo la linea di pensiero del Ministro di
turno, giocando sulla pelle delle persone.
Quando è in gioco la persona bisogna stare molto attenti ad elevare a metodo
pedagogico la sperimentazione come sistema. Così facendo il punto d'arrivo
è, inesorabilmente, la confusione ed il disorientamento.
Per l'educatore, in questa realtà appena sfiorata, è molto faticoso e
difficile formare in maniera adeguata ed integrale la persona, specie quando
è investito l'ambito della coscienza. Infatti, è vero: se vuoi raccogliere
nell'anno, semina grano; se vuoi raccogliere nei decenni, pianta alberi; se
vuoi raccogliere nei secoli forma le coscienze. La responsabilità è grande.
Per assicurare alle future generazioni un mondo migliore, più vivibile, è
urgente che le istituzioni, compresa la Parrocchia, interagiscano con le
istituzioni presenti sul territorio.
Se abbandoniamo le considerazioni di carattere generale e fermiamo
brevemente l'attenzione sui fenomeni che accadono accanto a noi, ci
accorgiamo di fatti preoccupanti come la diffusione della droga, gli abusi
sui minori, la prostituzione, l'esistenza di poveri ai limiti della
sopravvivenza, atti delinquenziali ecc. … .
Ogni anno, nei tempi forti, sarebbe bene inserire nella programmazione
momenti da vivere insieme in Chiesa, intesa come luogo d'incontro, che
accoglie indipendentemete dal credo di chi partecipa. Una parola che spinge
a trascendersi arricchisce, anzi allarga l'orizzonte non soltanto del
sapere, ma soprattutto del cuore, dei sentimenti, dello spirito proiettando
ognuno verso la ricerca dei valori più alti.
Mentre, di cuore, auguro ancora buon lavoro a Lei e ai suoi collaboratori,
con la fiducia che siamo nelle mani di Dio, Le dichiaro la mia disponibilità
a collaborare con Lei per ogni iniziativa che potrà essere progettata
insieme.
Con fraterna amicizia, Le assicuro la mia preghiera
Sac. Carmine DE FRANCO
Parroco
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