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Padre Vincenzo BETOLONE
Vescovo di Cassano Allo Ionio |
Il Santo Padre Benedetto XVI ha eletto Vescovo della Diocesi di Cassano Allo
Jonio, P. Vincenzo Bertolone, della Congregazione Religiosa dei Missionari
Servi dei Poveri “Boccone del Povero”, fondata a Palermo dal Beato Giacomo
Cusmano. Questa attesa e felice notizia, data in Cattedrale, giorno 10 marzo
2007, alle ore 12,00 dall’Amministratore Apostolico Mons. Domenico Crusco, si
è diffusa immediatamente nell’intera Diocesi, accolta con immensa gioia al
suono delle campane di ogni Parrocchia.
Il giorno dopo, domenica 11, nella santa Messa delle ore 11,00, Don Carmine
De Franco della Parrocchia dei Sacri Cuori di Castrovillari, ha amplificato
la notizia dell’evento alla Comunità. La chiesa gremita di fedeli l’ha
accolta con uno scrosciante applauso. Alla fine della santa Messa, Don
Carmine, ha fatto distribuire il messaggio con il quale P. Vincenzo si
presenta e saluta la sua famiglia, la Diocesi di Cassano Allo Jonio.
Un Messaggio breve, essenziale per il contenuto, ma evidenzia chiaramente la
personalità, l’elevatura culturale, umana e soprattutto spirituale del
figlio spirituale del Beato Giacomo Cusmano, “dal cui cuore grande e
generoso è sbocciata l’Opera del BOCCONE DEL POVERO.
Alla Diocesi di Cassano, per l’intercessione del Beato Giacomo, la
provvidenza Divina ha offerto il boccone migliore: un padre, un fratello, un
Vescovo; il segno visibile del Pastore delle sue anime, Gesù Cristo.
Infatti, Il Vescovo, per la Diocesi è il punto di riferimento, segno di
comunione, segno stesso della Chiesa universale in quanto successore degli
Apostoli nella sua pienezza di alter Cristus, eletto e inviato dal
successore dell’Apostolo Pietro e Vicario di Cristo in terra, il Papa. E’
per questi motivi, non per fini umani, che al Vescovo si deve riverenza e
obbedienza per il bene delle anime, in particolare da parte di tutta la
Chiesa locale. Questi sono i rapporti che la Diocesi di Cassano Allo Jonio
si appresta a vivere con il suo nuovo Pastore, P. Vincenzo.
P. Vincenzo ci tiene a presentarsi subito con le parole di S. Agostino:
“Debbo essere sollecito principalmente della Chiesa che mi è stata affidata,
del cui bene sono servitore e a cui desidero non tanto presiedere quanto
servire”. Di Padre Vincenzo ha colpito subito il suo volto solare, il suo
sguardo puro, il suo sorriso che emana tanta fiducia e speranza
E poi prosegue con il messaggio: <<Carissimi confratelli nel sacerdozio,
Carissimi fratelli e sorelle tutti nel Signore, mi è gradito salutarvi con
le parole dell’Apostolo Paolo: “Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e
dal Signore Gesù Cristo” (1 Cor 1,3).
Consapevole che “Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole, perché nessuno
possa vantarsi davanti a Dio” (1 Cor 1,27.29) mi presento “in mezzo a voi in
debolezza e con molto timore e tremore (1 Cor 2,3), col desiderio di
conoscervi e di farmi conoscere, di essere un vostro compagno di viaggio che
già vi vuole bene come un fratello.
Dopo diciotto anni di lavoro presso la Sede Apostolica il Santo Padre mi ha
chiamato a servire la santa Chiesa di Dio che è in Cassano allo Jonio.
Desidero innanzi tutto esprimere a Sua Santità Benedetto XVI filiale
gratitudine per la benevolenza che ha voluto manifestarmi, per il nuovo
servizio che mi affida, per la fiducia che mi accorda: spero umilmente di
non deluderlo. Desidero inoltre manifestargli viva riconoscenza perché ha
voluto onorare una piccola Congregazione, fondata dal Beato Giacomo Cusmano,
perla di santità del clero siciliano, dal cui cuore grande e generoso è
sbocciata l’Opera del Boccone del Povero, nella quale, grazie all’amabile
figura del Servo di Dio P. Francesco Poto prossimo beato, ho iniziato il
cammino vocazionale che oggi mi conduce nella Chiesa di Dio che è in Cassano
allo Jonio.
Appena designato vostro Vescovo ho richiamato alla memoria quanto don Albino
Luciani, il futuro Giovanni Paolo I, scriveva nella sua prima lettera alla
diocesi : “Ho pensato che il Signore venisse attuando con me un suo vecchio
sistema: certe cose, scriverle non sul bronzo, sul marmo, ma addirittura
sulla polvere […]. Io sono la polvere. La insigne dignità episcopale e
questa diocesi sono le belle cose che Dio si è degnato di scrivere su di me.
Se un po’ di bene verrà fuori da questa scrittura, è chiaro che sarà tutto
merito della grazia e della misericordia del Signore”.
Con questi sentimenti rivolgo il primo saluto a Sua Eccellenza Rev.ma Mons.
Domenico Graziani, che mi ha preceduto in questa Sede, dove lascia una
testimonianza e la cui azione intelligente e piena di frutti ricevo con
trepidazione in eredità.
Un abbraccio affettuoso a voi, sacerdoti e diaconi, perché con voi sono
chiamato a vivere una intensa comunione e sacerdotale vicinanza che
favoriscano la generosa dedizione al servizio pastorale, con la convinzione
che è sempre possibile fare un po’ meglio e un po’ di più. Ciò mi induce a
sperare che da tutti voi mi verranno preghiera, incoraggiamento, sostegno,
aiuto e preziosi consigli per conoscere l’anima del popolo della diocesi.
Saluto tutte le consacrate e i consacrati: preziosa presenza fedele e
testimonianza d’amore per Dio e l’umanità intera.
Le mie braccia si allargano per salutare i laici: famiglie, anziani, malati,
poveri e tutti coloro che sono oppressi da qualsiasi genere di sofferenza,
morale e materiale.
Una benedizione particolare riservo a voi, bambini e giovani, che siete la
promessa del futuro di questa meravigliosa terra: lasciatevi afferrare da
Cristo, dal messaggio d’amore e di santità che da Lui promana e che ben si
concilia con la vostra voglia di vivere.
Il più rispettoso e sincero saluto va alle pubbliche autorità, con le quali
curerò di essere interlocutore attento, nella fiducia di poter concorrere,
in un clima di reciproca collaborazione, al bene comune.
Vengo in mezzo a voi perché la vita si connoti sempre più di tutti i valori
cristiani; perché il Cristo cresca nei nostri cuori e ci faccia comprendere
che solo l’amore di Dio è capace di muovere “il sole e le altre stelle”;
perché il Volto di Cristo splenda radioso sempre più nella nostra santa
Chiesa e, tessera dopo tessera, possiamo contribuire a costruire insieme lo
splendido mosaico del Regno di Dio.
Non sarò mai grato abbastanza al Signore per avermi mandato ad un popolo
buono e geniale, protagonista nella storia per doti di umanità, di cultura e
di arte; mi manda a una Chiesa che con la sua fede intensa e operosa ha
saputo ispirare una grande tradizione di civiltà. Una Chiesa particolare che
condivide il Protettore, San Biagio, con il mio paese natale: San Biagio
Platani in terra agrigentina, dove il mandorlo fiorisce prima che in ogni
altra terra.
Vorrei dire a tutti che vivere cristianamente è bello e dà il sapore alle
cose: ci permette di gustare la grandezza della vita con le sue grandi
potenzialità; ci convince che fare il bene è sì difficile ma non
impossibile, evitare il male è difficile ma non impossibile. Nella
consapevolezza che, giorno dopo giorno, stiamo costruendo insieme una Chiesa
che sa inquietare il cuore dell’uomo, non importa se credente o non, e lo fa
innamorare di Cristo.
Consideratemi, dunque, al vostro servizio per quel po’ che le mie povere
forze potranno dare, fiducioso nell’aiuto e nella forza dello Spirito e
nella comprensione e nella preghiera di tutti.
Inizio, pertanto, quest’altra tappa della mia vicenda terrena in punta di
piedi, con la ferma speranza che Gesù sprigioni le energie migliori presenti
in ognuno di noi, ci faccia sperare come gli autentici uomini di fede contro
ogni speranza e ci faccia vivere l’avventura della fede cristiana come
storia d’amore.
Per tutto ciò invoco Maria, umile serva del Signore ed esempio preclaro di
carità vissuta, affinché voglia intercedere per tutti noi, proteggerci ed
illuminarci; invoco dal santo protettore Biagio le più copiose benedizioni
su tutta la diocesi e sulla mia persona.
Domando a tutti la carità di un ricordo al Signore, che mi accompagni
sempre, soprattutto in vista dell’Ordinazione in San Pietro il 3 maggio
prossimo.
Chiedo la benedizione del mio predecessore e dell’Amministratore Apostolico
Domenico.
Vi benedico tutti.
“La grazia del Signor Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello
Spirito Santo siano con tutti voi” ( 2 Cor 13,13).”>>
Cenno storico
P. Vincenzo Bertolone, successore di Mons. Domenico Graziani, per quanto si
è potuto storicamente accertare, a partire dalla seconda metà del sec. IX, é
LXXXI Vescovo della Diocesi di
Cassano Allo Jonio eccetto i presunti vescovi titolari precedenti a questo
secolo e ai Vescovi di Turio e di Blanda, il cui territorio coincideva con
il territorio della Diocesi di Cassano fino al 1976, anno dell’attuale
assetto geografico.
In occasione dell’ordinazione Episcopale di P. Vincenzo, la parrocchia dei
Sacri Cuori di castrovillari si sta organizzando per essere presente nella
Basilica Patriarcale di S. Pietro in Vaticano in S. Pietro.
Breve Biografia
Rev.do P. Vincenzo Bertolone, S.d.P.
Il Rev.do Padre Vincenzo Bertolone, S.d.P. , è nato a San Biagio Platani,
provincia ed arcidiocesi di Agrigento, il 17 novembre 1946. Ha frequentato
le scuole elementari e ginnasiali presso l'Istituto dei Servi dei Poveri e
quelle liceali presso il Seminario dei Padri Conventuali di Palermo. All’età
di 17 anni è stato ammesso al noviziato della stessa Congregazione dei Servi
dei Poveri. Ha emesso la Professione perpetua il 21 novembre 1969; ha
studiato per un anno filosofia presso i Frati Minori (1969-1970); ha
ottenuto la Maturità magistrale nel 1972 ed ha conseguito il Baccellierato
in Teologia presso l'allora Istituto Teologico "San Giovanni Evangelista" di
Palermo (1974).
È stato ordinato Sacerdote a Palermo il 17 maggio 1975. Si è laureato in
Pedagogia presso l'Università degli Studi di Palermo nel 1981 e, nel 1985,
ha conseguito la licenza in Diritto Canonico presso l’"Angelicum" di Roma.
Nello stesso anno ha ricevuto l'attestato di Postulatore presso la
Congregazione per le Cause dei Santi e, nel 1987, ha conseguito il dottorato
in Diritto Canonico.
È autore di diverse pubblicazioni di carattere biografico e di spiritualità.
Ha svolto i seguenti uffici e ministeri: Assistente dei Seminaristi della
sua Congregazione (1965-1967); Assistente dell'Orfanotrofio maschile
(1967-1983); Insegnante di Religione nelle Scuole Medie statali di Palermo
(1972-1984); Cappellano presso l?Istituto di Rieducazione per i minorenni "Malaspina"
di Palermo (1975-1980); Economo dell'Istituto Educativo di Palermo
(1975-1983); Economo Generale (1976-1989) e poi Consigliere Generale del suo
Istituto (1976-2006); Collaboratore parrocchiale di "S. Maria della
Perseveranza" in Roma (1983-1987); Insegnante presso le Suore Orsoline in
Roma (1985-1986); dal 1987 è Superiore-Economo del Collegio Giacomo Cusmano
in Roma e Responsabile dell'Oratorio pubblico "Beato Giacomo Cusmano";
Formatore dei giovani studenti di Filosofia e Teologia del suo Istituto.
È stato anche: Cappellano delle Suore Mercedarie del SS. Sacramento;
Formatore delle postulanti, delle novizie e delle juniores delle Suore
Benedettine Riparatrici del Santo Volto di Nostro Signore Gesù Cristo;
Postulatore della Causa di Beatificazione di P. Francesco Spoto e della
Causa di canonizzazione del Beato Giacomo Cusmano, della Serva di Dio Madre
Vincenzina Cusmano; del Servo di Dio Francesco Paolo Gravina. È Membro
dell’Istituto Internazionale del Santo Volto di Cristo. Dal 1988 al 2001 è
stato Officiale della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le
Società di Vita Apostolica. Dal 2003 è Sottosegretario del medesimo
Dicastero.
(Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede del giorno 10.03.2007)
la redazione |
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