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2008 LA PRIMA COMUNIONE, GIOIA IMMENSA


La festa delle comunità cristiane nel giorno delle Prime Comunioni è di sicuro una espressione della fede che ancora anima le nostre Chiese. Anche se il pranzo al ristorante, le toilettes, i regali a volte esagerati, si aggiungono e si sovrappongono al momento religioso, è quest’ultimo ad essere sentito, sia dai grandi che dai bambini.
È un evento che, pur nel suo grande mistero, muove sentimenti autentici di una gioia quasi inconscia, ancestrale, come di cosa grandiosa: i bambini, nella loro innocenza, vivono, senza ma e senza perché, la straordinarietà di un gesto di grande fede, sicuramente ai loro occhi fantastico; gli adulti, che sperimentano la durezza di una vita che rende insensibili e sfiduciati, sperano e pregano che i loro figli conservino l’innocenza e la semplicità meglio di come loro vanno sperimentando.
Ed è proprio questo intreccio tra propri ricordi, obiettivamente belli ed indimenticabili, e le speranze sempre esaltanti per i propri figli, che il primo incontro con Cristo viene comunque vissuto come un grande giorno. Infatti, la fede non spenta dei grandi, vive l’attesa e nutre la speranza che i propri figli corrano tra le braccia di Gesù che invitava : “Lasciate che i bambini vengano a me” . È un approdo sicuro, soprattutto oggi in cui tantissimi maestri si avvicineranno a loro per indurirli, incattivirli e, Dio non voglia, per traviarli spingendoli su strade senza sbocchi e spesso senza ritorno.
Quale padre e madre non si sente struggere dal desiderio di vedere il proprio figlio tra le braccia del divino Maestro !
Allora è accettabile anche qualche “spreco” perché, pur se apertamente non espressa, ad animare questa festa è ancora la fede in Cristo. È una delle tante, forse troppe, feste che regaliamo ai nostri figli, ma certo è diversa, se non in contrapposizione alle altre. È una grande festa di famiglia che vogliamo indimenticabile proprio perché deve restare nel ricordo dei nostri figli, soprattutto quando le asprezze della vita lo imporranno. In fondo, vogliamo che il ricordo di questo giorno di serenità, di speranza, di fede certa, perché alimentata dall’innocenza, resti impressa nella mente e nel cuore e dia certezze, anche se e quando la vita ci abbia resi diversi.
Chi ha conosciuto Cristo conserva sempre la certezza del suo invito: “Venite a me voi tutti “, magari non per una carezza, che forse riteniamo di non meritare, ma per l’opportunità di chiedere la carità di un Suo sguardo sulle nostre angosce, sulle nostre trepidazioni, sui nostri errori e su quelli dei nostri figli; per impetrare da Lui la capacità di ripetere le preghiere di quel “giorno beato” fatte di certezza di grazie e di benedizioni, proprio perchè giorno della nostra Prima Comunione.

 

 


 


 

 

 

U.S.d.P.
 

 
   

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