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DOVE IL FIGLIO DI DIO E’ PASSATO
Visitare la Terra Santa è un dono del Signore.

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Queste brevi descrizioni dei luoghi della Terra Santa, accompagnate dalle foto, vogliono essere un sussidio per tutti quelli che, come pellegrini, visitano la terra di Gesù, mentre per coloro che hanno già vissuto questa esperienza, senza dubbio meravigliosa e indimenticabile, vuole essere uno aiuto a ricordare uno dei momenti più ricchi di commozione e cari della vita.

Nello spazio di pochi giorni si viene sospinti da un luogo all'altro, ascoltando e meditando tante pagine bibliche; passando da una emozione all’altra, mentre i ricordi a delle parole e i gesti dell’amore di Dio affollano la mente e il cuore.
Queste poche righe, dunque, vogliono essere di guida, aiuto e incoraggiamento.

Spero che, chi leggerà e sfoglierà l’album fotografico, senza aver vissuto ancora questa meravigliosa esperienza, possa sentirsi spinto ad andare nella terra di Gesù per risalire dalle pietre morte al Vangelo vivo.
 

 


Lungo le strade e nei luoghi ove Lui è passato

PRIMA GIORNATA

Partendo da Tel Aviv, costeggiando in parte in Mar Mediterraneo, si sale verso Cesarea Marittima. Si è nella ``Samaria''; si attraversa la città di Netaniya, importante centro commerciale e turistico; si arriva a Cesarea Marittima o Cesarea Palestinese (città dedicata a Cesare) per distinguerla da Cesarea di Filippo.
Dell’antica città non rimangono che imponenti rovine. Le zone più caratteristiche da visitare sono due:I resti dell'acquedotto romano che dalle Pendici del Canneto portava l'acqua alla città, e le tracce dell'antica Torre di Stratone e il Teatro Romano, opera di Erode, riportato alla luce negli anni dal 1959 al 1964 con i finanziamenti della Cassa di Risparmio, del Comune e dell'Amministrazione Provinciale di Milano.
Cesarea Marittima fu costruita tra il III e il I secolo a.C. .
La città incominciò ad acquistare importanza nel tempo dell'occupazione romana. Il nome di Cesarea viene dato da Pompeo nel 22 a.C. quando conquistò l'antico luogo fenicio (Torre di Stratone) e ne volle fare dono a Cesare imperatore di Roma.
S. Paolo, dopo la sua conversione, partì proprio dal porto di Cesarea per raggiungere Tarso. Dopo il suo terzo viaggio missionario, qui a Cesarea venne imprigionato, e vi rimase due anni in attesa di processo, fino al suo appello al Tribunale di Cesare. Da qui fu imbarcato alla volta di Roma.
Qui nel 195 si celebrò il Concilio nel quale si stabilì che la Pasqua doveva essere celebrata nel giorno di Domenica.
Da Cesarea si sale verso la celebre pianura di Sharon, per arrivare al Monte Carmelo.
Nella Bibbia, la pianura di Sharon è ricordata nel Cantico dei Cantici: “Io sono un narciso di Sharon" . Questo per la bellezza dei luoghi e per la fertilità del suolo.
Si prosegue per il Monte Carmelo.
a. NOTIZIE STORICHE
Sul versante del mare vi sono molte grotte abitate fin dall'età della pietra.
I paleontologi chiamarono chi abitava queste caverne con il nome di “uomo del Carmelo".
Il monte, con i suoi contrafforti interni, divide la pianura di Esdralon dalla regione della Samaria.
b. EPOCA BIBLICA
Il Carmelo, secondo il racconto biblico, fu conquistato da Giosuè e assegnato alla tribù di Issacar.
Il luogo entra nella storia biblica con il profeta Elia al tempo del re d'Israele Acab. Costui aveva sposato Gezabele di origine fenicia, che aveva importato nel regno d'Israele il culto idolatrico di Baal. Contro questa apostasia insorse il Profeta.
Egli scelse il Carmelo come baluardo del monoteismo contro l'idolatria che proveniva precisamente dal nord. Il monte divenne sacro alla memoria del Profeta più popolare dell'Antico Testamento.
Elia vi eresse il suo altare e lanciò una sfida ai profeti di Baal; il Dio che avesse mandato il fuoco dal cielo a bruciare la vittima sul proprio altare, quello mostrava di essere il Dio vero. Dopo il miracolo del fuoco sceso sull'altare di Elia, i profeti di Baal vennero tutti trucidati e i loro corpi gettati nel torrente Qishon.
Il riconoscimento del vero Dio fece cessare il castigo della siccità.
Dopo questo episodio, il Monte Carmelo non compare più nella storia biblica se non in brevi accenni.
Diverse tradizioni ricordano come la devozione al profeta Elia è continuata attorno alla grotta.
Ci furono insediamenti monastici di epoca bizantina presso la grotta di Elia, testimoniati dalle iscrizioni trovate negli scavi, che provano come la tradizione religiosa relativa ad essa risalga all'epoca talmudica e quindi già degli ebrei.
c. VISITA AL SANTUARIO DEL MONTE CARMELO
Davanti all'ingresso del convento, su un'alta colonna di bronzo, è posta una statua dell'Immacolata, pure in bronzo, dono dei pellegrini cileni alla Madonna del Carmelo, patrona della loro nazione.
La costruzione dell'attuale Santuario risale agli inizi del secolo scorso e fu edificato dal Pascià di Akko utilizzando resti e materiali del convento carmelitano distrutto nel 1799.
L'interno è tutto rivestito di marmo bianco, fu affrescato dal carmelitano Fra Luigi Poggi nel 1826-28, che intessè, con la storia dell'Ordine, episodi della storia di Elia e altri fatti biblici.
La parte inferiore della Chiesa custodisce la grotta di Elia. L'altare, ricavato direttamente dalla roccia, dice la leggenda, servì da giaciglio al Profeta stesso. Qui si ricorda l'episodio di Elia che vide nel lontano orizzonte del mare il segno che poneva termine al castigo della lunga siccità.
Il 20 luglio si celebra la festa di S.Elia Profeta, con grande concorso di pellegrini cristiani e musulmani.
La chiesa è dedicata alla Madonna del Carmelo. La statua della Madonna è scolpita in un blocco di legno di cedro del Libano; il simulacro attuale è opera dello scultore Rieda del 1933.
Si concelebra all'altare maggiore; al termine, con il pullman si prosegue per Haifa. E' ormai sera, il panorama notturno è molto suggestivo.
Il cammino prosegue sino a Tiberiade, dove troviamo alloggio presso l'Hotel Tiberiade.

SECONDA GIORNATA

Si percorre, in Galilea, il tratto di strada che da Tiberiade porta a Nazareth.
Prima di arrivare a Nazareth si visita Cana di Galilea col Santuario della Mediazione di Maria.
E' il luogo dove Gesù, durante un spsalizio, ha compiuto il suo primo miracolo: " Trasformazione dell'acqua in vino".
a. NAZARETH
Duemila anni or sono, il cielo si abbassò fino a questo lembo di terra e il Verbo di Dio venne ad abitare fra noi, ma gli uomini non lo riconobbero!
Il pellegrino non può avvicinarsi a questo luogo, distratto. Su questa nuda roccia, ci sono ancora le tracce del Figlio di Dio; fra vecchie pareti riecheggia ancora la lieta novella della salvezza del mondo. E’ invitato, il visitatore, ad ascoltare questo annunzio di gioia che ricalca fedele queste orme divine. Non si cammina su questi ruderi come un qualunque turista, ma pensando all'eco soave dell'obbedienza di Maria che ci parla di umiltà, di povertà, di obbedienza e purezza. Nazareth è la più grande città araba nello stato israeliano e la più importante di tutta la Galilea, della quale è il centro amministrativo. La città si trova in una vallata della Galilea meridionale. Giuseppe e Maria vissero qui e Gesù vi passò gli anni della sua giovinezza. Nei primi secoli Nazareth era popolata solo da ebrei, ma con l'espandersi dell'Impero Romano crebbe anche il numero dei cristiani. Dopo il quarto secolo iniziò la costruzione di chiese su luoghi relazionati a Gesù e alla Vergine Maria. Oggi la popolazione di Nazareth è mista, composta da Cristiani, Musulmani ed Ebrei. I Cristiani presenti sono: Ortodossi, Cattolici romani, Greco Cattolici, Maroniti, Anglicani, Copti, Armeni, Battisti ed altri rami di Protestanti. La basilica attuale, opera dell'italiano Prof. Giovanni Mizio, è stata completata nel 1969. E' la quinta delle chiese costruite a memoria dell'annuncio alla Vergine Maria che ha concepito un figlio. I resti della prima chiesa furono scoperti durante gli scavi iniziati nel 1955.
La visita incomincia dal "Belvedere"; si scende, sempre col pullman, sino alla fontana della Vergine, e da lì la visita continua a piedi.
b. FONTANA DELLA VERGINE
La Fontana della Vergine è il luogo dove l'acqua sorgiva scaturisce da una roccia che si trova poco più in alto della Chiesa di San Gabriele, proprietà della comunità greco-ortodossa. L’acqua fuoriesce dalla fontana e discende lungo il colle. Secondo il Protovangelo apocrifo di Giacomo, qui sarebbe avvenuto il primo incontro dell’Angelo Gabriele con Maria che fu salutata “piena di grazia” mentre si recava ad attingere acqua alla fonte.
La fontana, che da venti secoli provvede al fabbisogno idrico di Nazareth, ha la sua sorgente principale proprio sotto la Cripta della Chiesa greco-ortodossa di San Gabriele. Questo edificio, sormontato da un agile campaniletto in pietra, venne portato a compimento attorno alla metà del XVIII secolo. ...

 

 

... continua »


IL PARROCO
Sac. Carmine DE FRANCO
 

 

 
   

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